La Chiocciolina


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Usai

L’impianto cocleare ha risposto alle mie aspettative?

Dott. Giancarlo Usai
Cosa significa sentire?

Era la domanda che facevo spesso ai miei genitori,i quali non erano in grado
di darmi una risposta precisa per il fatto di non essere mai stati sordi.
Ci sono voluti ventisette anni per capire quale fosse la differenza tra sentire
ed essere sordi. Grazie all’impianto cocleare sono riuscito a trovare la risposta
alla domanda: “cosa significa sentire?”.
Con l’impianto cocleare ho avuto la possibilità di riuscire a discriminare le
parole,a distinguere i suoni,a comprendere cose che prima che prima non
comprendevo come, ad esempio, la musica,le voci,i rumori poiché fino a
poco prima dell’impianto cocleare i suoni, le parole, e tutte le cose che l’orec
chio sano può riconoscere e differenziare per me erano uguali.
Per ventisette anni ho portato gli apparecchi acustici retroauricolari di tipo
tradizionale,che però non mi hanno aiutato a distinguere le cose più elementari
come, ad esempio, i richiami di una persona o il tipo di rumore.
Con le protesi retroauricolari sentivo solo rumori forti o acuti poiché gli stessi
suoni e rumori venivano amplificati con relativi effetti fastidiosi come, mal
di testa oppure- in alcuni casi- giramenti di testa con rischio di perdita dell’
equilibrio se nelle vicinanze suonava l’antifurto.
L’unico modo che mi permetteva di sentire i suoni o le voci di chi mi parlava
Quando usavo gli apparecchi retroauricolari erano le vibrazioni o la lettura
Labiale. Il telefono non lo usavo mai perché non capivo neanche una parola
anzi, non sentivo nemmeno le voci provenienti dalla cornetta.
Dopo aver deciso di fare l’impianto cocleare dopo previa segnalazione di
un amico che lo aveva già fatto ed era molto soddisfatto dei risultati, presi
presi appuntamento e dopo aver effettuato tutti gli esami necessari alla
verifica della fattibilità dell’intervento, ho iniziato a sperare di avere un
miglioramento generale sia della qualità della vita che della qualità dell’
ascolto. Sono partito con l’idea di “non credere che con questo intervento
avrei sentito al 100% come le persone udenti” ma di sentirmi soddisfatto
se avessi recuperato almeno il 30% di udibilità o perlomeno di “sentire
molto più di quanto ho sentito fino a quel punto”
una volta effettuato l’intervento ricordo di aver provato delle buone
sensazioni nei primi giorni. Inizialmente mi sentivo confuso,un po’ perché
sentivo in modo diverso rispetto alle protesi tradizionali, in po’ perché dovevo
abituarmi a questo nuovo modo di sentire.
Dopo circa due settimane, portavo regolarmente l’impianto cocleare e
accompagnandomi con esercizi costanti e con l’aiuto dei miei genitori
e di mio fratello, ho cominciato a sentire ciò che non avevo mai sentito
prima.Trovavo piacevole il fatto che riuscissi a comprendere e discriminare
parole e rumori mai sentiti fino a quel momento.
Mi sentivo così bene, avevo acquistato in poco tempo una certa sicurezza
in me che mi permetteva di affrontare con più serenità la vita di tutti i giorni
pensando di aver raggiunto o perlomeno di sentirmi più vicino agli “altri”,
dove per “altri” si intendono persone che sentono bene.
Ogni giorno era per me una nuova esperienza poiché scoprivo nuovi suoni
nuovi rumori, nuove voci e nuove sonorità, si anche la musica cominciava
a piacermi sempre di più. Una volta ascoltati e memorizzati, notai che ogni
tanto riuscivo anche a riconoscere la canzone ascoltando solo il motivo o le
parole di una canzone scelta a caso.
Per farvi capire come l’impianto mi ha cambiato trasmettendomi delle
particolari emozioni, vi racconterò un episodio:
ricordo che tra la seconda e la terza settimana che portavo l’impianto, mentre
guidavo la macchina sentivo un rumore particolare, simile ad un ticchettio, del
quale non riuscivo a capire da dove provenisse e che cosa fosse, inizialmente
pensavo ad un problema meccanico o a qualche difetto della macchina, mentre
guidavo continuavo a mettere le frecce per svoltare e ragionavo per cercare di
capire quale fosse la fonte del rumore. Ad un certo punto mi chiesi: e se
fossero le frecce? Decisi di fare una prova, alla curva successiva misi la freccia
e all’improvviso sentii lo stesso ticchettio, realizzai che quel rumore era
prodotto dalle frecce della mia macchina, scesi le guardai con aria divertita e mi
misi a ridere , ridevo all’idea che le frecce facessero rumore,poi tornai ha farmi
serio e mi domandai “ ma sono veramente le frecce a fare quel ticchettio?”
mi serviva una conferma, tornato a casa chiesi a mia madre se era vero che le
frecce della macchina facessero un rumore come un ticchettio alla risposta
affermativa compresi in quel preciso istante che l’impianto cocleare aveva
risposto alle mie aspettative. Ancora oggi confermo che quelle che mi ero
posto prima dell’intervento sono state raggiunte.
Si, in quel momento ho trovato alla mia domanda iniziale,sentire significa
sapere di che colore sono le parole, significa apprezzare e amare le sonorità,
significa capire come sono fatte foneticamente le parole e i suoni.
Otto mesi dopo l’intervento provai per la prima volta ad usare il telefono
accorgendomi che,se prima non sentivo nemmeno la voce della cornetta,
questa volta ero in grado di capire qualche parola detta dai miei genitori.
Questo mi ha reso felice poiché il mio sogno era riuscire a sentire almeno
al telefono. Era una scommessa che avevo fatto con me stesso,e l’avevo vinta.
In effetti, grazie all’impianto coclearie, posso rispondere quando qualcuno
mi chiama da lontano; mi faccio capire di più dalla gente quando parlo poiché
sentendo la mia voce riesco a tenerla sotto controllo; parlo al telefono con i
miei genitori, tutto questo fa sì che la qualità della mia vita è migliorata, sia
nei rapporti con la gente sia nella fiducia in me stesso e nei miei mezzi.
Concludendo vorrei ringraziare il Prof. Filipo e la sua equipe per quanto hanno
Fatto per me e per tanti altri come me .Auguro di continuare su questa strada
cercando di trovare nuovi mezzi per rendere felici di sentire le persone che
hanno problemi di udito.


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