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Impianto cocleare Clarion: innovazioni tecnologiche
Dott.ssa Patrizia Mancini
Dipartimento di Neurologia ed Otorinolaringoiatria
Università”La Sapienza” di Roma
L’impianto cocleare è un apparecchio elettronico, che permette a persone affette da
sordità neuro-sensoriale bilaterale severa-profonda, non compensabile con protesi acustiche
tradizionali, di ottenere una curva audiometria vicina a quella di una persona normo-udente in
quelle componenti frequenziali che sono importanti nella comprensione del linguaggio parlato
(fig.1). L’impianto cocleare è in sostanza un analizzatore di suoni in grado di trasmettere le
informazioni acustiche direttamente al nervo uditivo, sostituendosi alle parti danneggiate
dell'orecchio interno. Il 90 % delle sordità severe-profonde dipende infatti da un danno a
carico dell’orecchio interno (coclea) che conduce alla perdita delle cellule sensoriali (cellule
ciliate) responsabile della diminuzione della capacità uditiva ed anche della distorsione
qualitativa dei suoni percepiti. L’Impianto cocleare è costituito da due componenti, una
inserita chirurgicamente, l’altra indossata dal paziente sull’orecchio. Ambedue sono essenziali
per la funzionalità del sistema. Il ricevitore e filo porta-elettrodi (fig 2) costituiscono la parte
impiantabile del sistema che viene inserita chirurgicamente dietro l’orecchio, al di sotto della
cute, ed è quindi non visibile dall'esterno. L'intervento chirurgico che serve per inserire la
componente impiantabile viene condotto in anestesia generale, ed è considerato un intervento
di routine nella pratica otologica. La seconda componente costituisce la parte visibile
dell’impianto (microfono/antenna, processore). La componente esterna, o processore, è in
sostanza un computer (a scatola o retro-auricolare) che elabora i suoni percepiti dal
microfono, ne estrae ed esalta tutte quelle informazioni utili soprattutto a restituire alla
persona affetta da sordità profonda una buona comprensione della parola.
Lo sviluppo tecnologico ed i notevoli risultati ottenuti nella riabilitazione della
percezione verbale hanno contribuito alla diffusione mondiale di questo presidio uditivo.
Benché l'inizio dell'implantologia cocleare risalga agli anni '60, il primo impianto cocleare
operato in Italia è stato applicato ad un paziente adulto alla fine degli anni '80. Il programma
degli impianti cocleari dell'Università La Sapienza di Roma è iniziato nell'aprile del 1993, con
il primo modello Clarion 1.0®. E’ notevole il fatto che il paziente (colpito da una sordità
improvvisa in età adulta) a tutt'oggi utilizza il suo impianto con estrema soddisfazione. Tutti
gli impianti cocleari hanno subito enormi progressi tecnologici negli ultimi 5 anni che
riguardano molti aspetti dell’implantologia. In particolare, l’impianto cocleare ClarionÒ
(www.bionicear.com) ha subito negli ultimi due anni modifiche che sia della componente
impiantabile che del processore esterno. Queste modifiche hanno a loro volta permesso
l’utilizzo di una nuova strategia di elaborazione del segnale acustico e, quindi, di stimolo del
nervo uditivo che ha incrementato il numero di informazioni che nell’unità di tempo viene
fornita al paziente.
L’ HiResÔ90K (con elettrodo HiFocus) è un ricevitore molto sofisticato, che ha
sostituito le predenti generazioni di impianto (Clarion 1.2, HiFocus, CII). E’ sottile (6 mm di
spessore), flessibile, e si adatta con più facilità alla testa dei bambini. La sua tecnologia
permettere una veloce trasmissione del segnale. Ha infatti un aggiornamento di 90.000
informazioni al secondo. Inoltre, è dotato di un magnete estraibile con una piccola incisione
chirurgica, pensato per quelle persone che debbono essere sottoposte a Risonanza Magnetica.
Nel campo delle strategie di elaborazione del suono, l'evoluzione attuale è rappresentata
dall’Hi-Resolution (HiRes). L’HiRes è una strategia digitale ad elevata frequenza di stimolazione
(50.000- 250.000 impulsi al secondo). Questa strategia combina il vantaggio della elevata frequenza
di scarica con la simultaneità della stimolazione degli elettrodi. La stimolazione è estesa al campo
frequenziale di 8000 HZ, fornendo una maggiore discriminazione in ambiente rumoroso rispetto
alle strategie precedentemente in uso (CIS e SAS). Alcuni nostri pazienti adulti che hanno avuto
modo di sperimentare diversi tipi di strategie, hanno riferito un miglioramento della qualità del
suono percepito. Inoltre il 90% di loro ha mostrato alle prove formali, eseguite in cabina, un
miglioramento quantitativamente significativo della percezione verbale (parole e frasi sia in quiete
che in presenza di rumore di competizione) (fig. 3).
L’evoluzione estetica del processore retro-auricolare è rappresentata dal
microprocessore AURIA (fig.4 A). l'AURIA è un processore leggero, elegante,
personalizzabile nel colore. Attualmente è disponibile soltanto per i pazienti che sono stati
impiantati con un ricevitore interno 90K. Per tutti i pazienti che sono stati operati con
generazioni di impianto cocleare precedenti (Clarion 1.2, HiFocus, CII), l’Advanced Bionics
sta elaborando un microprocessore che abbia caratteristiche estetiche e funzionali (durata delle
batterie)simili a quelle dell’AURIA. Infatti, Questo microprocessore ha a disposizione batterie
ricaricabili della durata media di 8 ore, e batterie a distanza, usa e getta, indossabili ad
esempio nel taschino, che estendono la durata a 25 ore circa. Rispetto al processore retroauricolare
BTE, ha un controllo del volume e della posizione dei programmi molto più
semplice da gestire, tanto da renderlo adatto anche ai bambini. Per i bambini e’ stata studiata
inoltre una curvetta del microfono provvista di led luminoso indicatore di funzione
(acceso/spento) dell’impianto (fig 4 B). Per gli adulti è a disposizione una curvetta con
microfono esteso a livello del padiglione auricolare che rende più facile e naturale posizionare
la cornetta del telefono.