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La Chiocciolina
13 dicembre 2003
Campidoglio, Sala Protomoteca - Roma
Luciana D'Agosta
Logopedista
C'é ancora bisogno del logopedista dopo l'impianto
cocleare?
Una piccola premessa prima di rispondere a questa impegnativa domanda che è tra
le più sentite, fatte pensate da che si avvicina per la prima volta agli i.c. o che
conosce poco l'argomento: in realtà la funzione del logopedista non è legata alla sola
riabilitazione (pur essendo la parte più consistente del suo intervento), ma a tutte le
fasi precedenti e seguenti la decisione a favore dell'i.c. e cioè la selezione della
persona idonea all'i.c., la valutazione della competenza linguistica, il fitting nel caso
dei bambini, le valutazioni periodiche dopo l'impianto per verificare l'andamento
della riabilitazione e della programmazione scolastica... E, nei nostri 15 anni di
esperienza con gli i.c., abbiamo visto come è importante seguire nel tempo le
persone: attualmente sono circa 70 i bambini e 120 gli adulti impiantati e seguiti dal
nostro centro.
In questa sede non tratterò questo argomento per tentare di rispondere il più
esaurientemente possibile alla domanda se c'e ancora bisogno del logopedista dopo
1'i.c.
· Per rispondere a questa domanda innanzi tutto diciamo che i destinatari dell'i.c.
sono sia adulti che bambini e, come vedremo, sarà necessario fare due discorsi
diversi.
Iniziamo dagli adulti
- Per chi è necessaria la riabilitazione dopo l'i.c.?
- per tutti quegli adulti che hanno una sordità che dura da tanti anni,
- o che hanno smesso di avere da molto tempo benefici con le protesi tradizionali,
- o che sono diventate sordi in età molto precoce, prima di avere la possibilità di usare
l'udito per imparare a parlare.
Per tutte queste persone sarà necessario un periodo più o meno lungo di riabilitazione,
l'allenamento acustico dovrà essere graduale e ben programmato, con materiale acustico
che preveda non solo fonemi parole e frasi ma anche brani racconti, dialoghi con i qual
la persona viene allenata con modalità differenti, partendo dalla lettura labiale per
arrivare, ciascuno con i suoi tempi e ritmi, all'ascolto senza lettura labiale, a bocca
schermata o da dietro, in un percorso di progressiva "educazione all'ascolto". Tenendo
sempre presente che la variabilità individuale è molto importante - e per loro quale
tipo di riabilitazione è necessaria?
Le persone sono tutte diverse, dobbiamo quindi tener conto delle caratteristiche
individuali di ognuno per approntare piani di terapia veramente efficaci, utili. E'
importante seguire un metodo rigoroso e flessibile, teso alla creazione e o al ripristino
tanto dell'attenzione uditiva, quanto della memoria uditiva, che se per qualcuno (chi ha
già udito anche se per poco tempo) sarà solo da ricordare, per altri (per chi non mai
udito per es.) sarà da creare ex novo. Una terapia quindi che partendo dai punti di forza
di ognuno, permetta di misurare giorno dopo giorno il progresso, dell'emozionante
cainmino che è il poter di nuovo, o per la prima volta, sentire.
-ci sono adulti che non necessitano di riabilitazione dopo l'iece?
si, e sono quelle persone che, non avendo sentito per un periodo molto breve di tempo,
o perché ottimi utilizzatori di protesi prima di smettere di sentire, hanno bisogno solo di
controlli periodici ma non di terapia. Per loro la memoria acustica e l'attenzione uditiva
ancora ancora vivaci, per cui è la vita di ogni giorno che li guiderà nel progressivo
recupero delle proprie capacità uditive.Sono queste le persone che generalmente
vediamo raggiungere l'uso del telefono, che riescono a seguire tivu e radio, a godere
della musica. Fondamentale naturalmente sarà in questo percorso la collaborazione di
chi è vicino a loro
- quali obiettivi uditivi sono raggiungibili dalla persona con
Come avete visto, situazioni, storie diverse, hanno bisogni diversi e quindi daranno
risultati diversi. Gli obiettivi raggiungibili da tutti riguardano la detezione e
l'identificazione dei suoni dell'ambiente, il riconoscimento delle diverse voci, il
miglioramento della capacità di comprensione e produzione del linguaggio verbale:
parole, frasi; dialoghi, conversazioni. Infine, a seconda della storia personale, avremo
persone che parleranno al telefono ed ascolteranno la musica e persone che non
arriveranno a questo. Teniamo comunque conto che tutti torneranno in contatto col
mondo delle voce e dei suom.
Questo per quanto riguarda gli adulti, passiamo ora ad un argomento piu coinvolgente e
impegnativo che e quello che riguarda i bambini
- per i bambini la logopedia è necessaria?
Dopo l'impianto il bambino comincia a sentire ma ciò che ode non è ancora dotato
sempre di senso e significato, il linguaggio ha bisogno di tempo per strutturarsi, segue
delle tappe ben precise, e soprattutto ogni bambino ha i suoi personali ritmi
d'apprendimento. E' possibile aiutarlo ad utilizzare meglio e piu velocemente la
ritrovata possibilità di ascolto, affiancandoci a lui nella scoperta del mondo sonoro.
- ma come?
Un metodo rigoroso ma flessibile, (quindi seguendo tappe sia nell'apprendimento del
linguaggio che nell'evoluzione delle abilità uditive, dalla detezione alla discriminazione
e via via verso l'identificazione il riconoscimento ed alla piu evoluta comprensione di
fonemi parole frasi, domande, ecc. in open set, cioè per sola via acustica, in assenza
quindi di riferiinenti visivi...) quindi dicevamo un metodo rigoroso e flessibile,
logopedisti con esperienza nel trattamento delle sordità infantili, programmazione di
piani di terapia personalizzati in base alle capacità e possibilità del bambino, giochi che
abbiano lo scopo non solo di far produrre parole e frasi ma di allenare il piccolo ad
usare il linguaggio in modo significativo e finalizzato alla comunicazione sono tra gli
ingredienti principali di una buona riabilitazione. Non dimentichiamo che il piccolo con
i.c. può prendere direttamente dall'ambiene con quello che chiamiamo "apprendimento
incidentale" modi di dire e frasi d'uso comune, ma sappiamo che il linguaggio è una
competenza che richiede anche altre e piu complesse flinzioni, come il raccontare,
sapersi spiegare, capire le intenzioni dell'altro e esplicitare le proprie, saper porre e
comprendere domande, proverbi e barzellette, metafore... nella stimolazione di queste
piu complesse fimzioni è il ruolo della logopedia: Palestra per apprendere ed allenare
ciò che poi servirà nella vita di tutti i giorni, con i familiari, gli amichetti, gli
insegnanti.... Affinché il bambino non corra il rischio di diventare un buon ripetitore ma
un pessimo comumcatore. Come imparare a giocare a pallone con lo scopo di andare a
giocare a palla per la strada con chi piu ci pare, per il gusto, il piacere di farlo, e non per
fare esercizi.
- e la famiglia la scuola?
In questo rientra il ruolo della famiglia, che con le nostre indicazioni può aiutare il
bambino a generalizzare ciò che pian piano impara, "usandolo" appunto, nel contesto
quotidiano, in modo che famiglia e scuola non siano "doppioni" della terapia, ma
ciascuno svqlga con soddisfazione il suo ruolo senza sostituirsi ne sovrapporsi ma
andando insieme, verso la comunicazione. La collaborazione e quindi fondamentale per
correggere il tiro tuffe le volte che e necessario verso una direzione di aspeffative reali e
possibili, valorizzando e facendo crescere ciò che c'è.